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Relazioni

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RIFLESSIONI SULLE RELAZIONI LUNGO IL FIUME

RIFLESSIONI SULLE RELAZIONI LUNGO IL FIUME

Seduta lungo le sponde del Sacro Fiume Chiese, con il suo scroscio di sottofondo, illuminata da un sole caldo, nei pressi del Santuario della Rosa Mistica, giungono a me queste riflessioni..

Come si fa ad annullare il senso di proprietà sulle persone a noi care?
Mi riferisco a partner, figli, genitori...
Quello che ci fa dire "lui è MIO marito", "ti presento MIO figlio", "loro sono i MIEI genitori"?
Spesso ci si riconosce in qualità di "moglie di", "figlio di"..
È realmente così?!
L'altro è veramente un oggetto di nostra proprietà?!
Veramente ci si vuole riconoscere attraverso un legame che indica proprietà?

Si riesce a trasformare il senso di "possesso dell'altro" in un "senso di appartenenza" da condividere con l'altro?
È possibile arrivare a percepire l'altro come Anima?
A cogliere le sue luci e le sue ombre?
A comprendere che ha la sua storia, ha il suo viaggio sulla Terra, ha la sua missione e che non sempre potremo accompagnarlo durante il cammino?

Siamo in grado di rispettare il suo libero arbitrio, oltre ad esercitare il nostro?
Si riesce a vedere l'altro con quella giusta distanza emotiva che ci permette di amarlo e di lasciarlo libero al contempo?

Più vado avanti nella mia consapevolezza, più lavoro all'espansione della mia coscienza, più mi rendo conto quanto sia fondamentale partire dall'imparare ad amare sempre di più noi stessi,
attraverso il guarire le nostre ferite emotive, attraverso la liberazione dai nostri irretimenti inconsci.
Affrontare i nostri demoni interiori ci permette di guardare l'altro con occhi nuovi e aprirci a lui con un cuore spazioso e accogliente ed una coscienza rinnovata.

Tutto ciò affinché il rapporto d'Amore non sia un legame che soffochi, schiacci e annichilisca, bensì una relazione d'Anima che avvolga, stimoli e sostenga.

Con Amore

FRANCESCA DI SARNO

"IN VIAGGIO VERSO L'AMORE"

"IN VIAGGIO VERSO L'AMORE"

Da un po' di tempo sto accompagnando un uomo in un percorso di Crescita Personale volto alla conoscenza di sé.

Ha sentito una forte spinta interiore a richiedere il mio aiuto, per via di criticità emerse durante un incontro con una donna, da cui si sentiva fortemente attratto, che aveva conosciuto da poco.

L' incontro con lei emotivamente scombussolante gli ha dato la possibilità di vedere parti di sé sconosciute, che, emergendo improvvisamente, lì per lì lo hanno messo in crisi.

Insieme abbiamo visto venire a galla antiche sofferenze ed irretimenti del passato che bloccano il suo essere.
Abbiamo portato l'attenzione sui nodi da sciogliere, affinché' arrivasse a sentirsi più libero di manifestare se stesso nella sua vita affettiva e lavorativa.

Ha fatto un percorso interiore volto alla conoscenza e consapevolezza di sé, in cui cercava uno specchio in cui riflettersi per arrivare a vedersi e comprendersi meglio.
Sono stata grata per la fiducia che mi ha manifestato sin dall'inizio per avermi scelta come sua guida durante questo viaggio dell'anima.

È stato molto bello e commovente per me ascoltare che è riuscito finalmente a dire "Ti Amo" a questa donna, dopo questo cammino fatto insieme alla scoperta dell'Amore verso sé stesso e verso di lei in cui l'ho accompagnato.

Mi sono sentita profondamente grata e felice durante questo percorso condiviso, per essere stata testimone di un'importante trasformazione interiore.

L' Amore è ciò che stimola e guida il cammino di ognuno di noi, ci spinge alla scoperta più profonda dei paesaggi della nostra Anima e ci prepara ad invitare altre persone ad esplorarli con noi.

Grazie! Grazie! Grazie!
Così è, così sia, così sarà sempre!

20-12.2021

DALL'UNO AL DUE: VERSO LA RELAZIONE DI COPPIA

DALL'UNO AL DUE: VERSO LA RELAZIONE DI COPPIA

Più vado avanti nel mio percorso di evoluzione personale, più entro in relazione con le persone, più mi rendo conto che non c'è una ricetta che vada bene per tutti per arrivare a sperimentare l'Amore. Dipende dalla personalità di ciascuno. 

Ho notato in questi anni che chi è troppo concentrato su di sé, dietro a barriere di egocentrismo e tratti narcisisti di personalità, arriva a conoscere l'Amore, quando si spinge oltre questo confine che gli impedisce di vedere l'altro per quello che è. Solo andando oltre se stesso arriva veramente a donare Amore anche agli altri e a sentirsi arricchito interiormente.

"FAME DI ASCOLTO EMPATICO"

"FAME DI ASCOLTO EMPATICO"

Durante le Sessioni Individuali di Counseling che porto avanti da tanti anni, spesso i miei assistiti mi hanno più volte fatto notare quanto sia raro trovare persone in grado di ascoltare, inoltre di farlo in modo empatico, autentico. Secondo loro è più diffusa la tendenza a voler esternare e richiedere attenzioni continue, che il dare ascolto agli altri.

Queste considerazioni mi hanno fatto riflettere di quanto una mancata capacità di ascolto reale possa far vivere nelle persone una forte sensazione di solitudine interiore, che si traduce in una mancanza di calore umano, di Amore.

Per far fronte a tutto ciò è importante sviluppare l’empatia, quella risorsa che ci consente, grazie anche alle doti di intuito e di sensibilità tipiche delle persone empatiche, di entrare in contatto immediato e profondo con le emozioni delle persone, senza perdere la propria identità. È la competenza alla base dell’intelligenza emotiva, che possiamo avere innata o che si può coltivare attraverso un allenamento specifico.

Infatti, ritengo assolutamente necessario stimolare le persone a sviluppare la capacità di “ascolto attivo”, come definito da Carl Rogers, fondatore del Counseling Umanistico-Esistenziale. Mi riferisco ad un “ascolto empatico”, assertivo, vero, profondo, attento, sia nei confronti degli altri, che di sé stessi, per coltivare una relazione intima ed emotivamente autentica con le persone.

Cosa significa ascoltare una persona in modo empatico?

Significa mettere il focus, in quel momento, sul suo bisogno di espressione, comprensione, sostegno e di farlo in sospensione di giudizio e in accettazione incondizionata dell'altro. Questo senza perdere di vista la propria individualità, ovvero senza annullarsi, per rispondere unicamente al bisogno dell’altro.

Significa fare domande che mostrano un reale interesse a ciò che l’altro sta dicendo, cercando di approfondire il discorso, per conoscere il suo punto di vista e comprendere le sue emozioni.

Significa mettere momentaneamente da parte il proprio ego, per abbracciare il mondo dell'altro, facendogli da specchio attraverso un feedback costruttivo e non manipolativo.

Significa anche essere in ascolto di sé, rimanendo in contatto con ciò che si sta provando in quel momento, ovvero con le proprie sensazioni, emozioni e bisogni, stimolati dalle parole altrui, per ascoltarsi e saper mettere i giusti confini con l’altro nel modo più assertivo possibile.

Significa far sentire la propria presenza alla persona che si sta ascoltando, trasmettendo la propria partecipazione attiva, energia ed attenzione nei confronti di quanto l'altro sta esprimendo in quel momento, pur mantenendo la giusta distanza emotiva.

Significa evitare di far sentire l’altra persona valutata, interpretata, analizzata, offrendo consigli e soluzioni non richiesti, che potrebbero trasmettere nell’altra persona eventuali sensazioni di inadeguatezza, disagio e mancata autonomia.

Significa scegliere di dedicare il proprio tempo, la propria attenzione e la propria energia all'altro, soddisfacendo il suo bisogno di sentirsi ascoltato, visto, considerato, compreso, accolto, sostenuto, incoraggiato, o stimolato in quel momento.

Quando ci si sente realmente ascoltati da qualcuno, si nutre un profondo senso di gratitudine nei confronti di chi ci ha ascoltato, perché si è avvertita una fusione tra due mondi, in cui si è toccata l’Anima con un vero calore umano, manifestando comprensione, rispetto e sensibilità nei confronti dell’altro.

Per ascoltare davvero un'altra persona, a mio avviso, è importante dunque che, di fronte a tale richiesta, chi è invitato all'ascolto comprenda dentro di sé se sia realmente disposto a farlo. Questo perché ascoltare l'altro è un dono, un atto generoso di apertura di cuore verso il mondo altrui. In quanto tale non va preteso, come potrebbe fare un bambino con i propri genitori, facendo i capricci e battendo i piedi.

Ascolto spesso i miei assistiti dire che, nei loro rapporti con le persone, gli altri “li fanno sentire come delle pattumiere", in cui possono riversare tutti i loro malesseri, problemi, ansie, facendo leva sul loro essere persone comprensive e sensibili. Si tratta qui di fare un lavoro profondo su di sé, per divenire consapevoli del proprio potere personale, imparare a mettere i giusti confini tra sé e l'altro, riconoscendo a sé stessi il diritto di esistere, oltre a divenire consapevoli che, in questi casi, si tende ad attribuire agli altri un valore superiore, mettendoli su un piedistallo, a proprio discapito.

Ascoltare un'altra persona vuol dire fare una scelta consapevole che richieda una sincera "disponibilità emotiva" nei confronti dell'altro. Infatti, l'ascolto dell'altro non deve far sentire depredati, risucchiati energeticamente, schiacciati emotivamente, pressati psicologicamente.

Altrimenti chi fa così è più concentrato sul dare attenzione unicamente al mondo esterno, non vedendo sé stesso, per via di eventuali bisogni emotivi infantili irrisolti, che lo porta a perdere la propria individualità, rinunciando alla propria centratura interiore, ammesso che le abbia mai sviluppata in sé.

Questo perché spostando il focus solo sull'altro, si rischia di perdere completamente energia, perché si abbandona il contatto con sé stessi, rilasciando un’energia eccessiva all’esterno, fino a sentirsi svuotati e scarichi. Non è l'altro dunque ad abusare delle energie di chi ascolta, come se fosse un "vampiro energetico", bensì è chi ascolta in quel momento che non riesce a gestire le proprie energie, dosandole in modo appropriato, mostrando all’altra persona i propri limiti.

L'ascoltare realmente qualcuno dunque non deve essere un atto spinto dalla sensazione di pressione psicologica, ricatto emotivo, o dal "sentirsi in dovere di". È una scelta che va fatta con il cuore, per poter trasmettere sinceramente all'altro: "io in questo momento sono qui per te e sono disponibile ad accoglierti senza giudizio".

Questo perché quando l'ascolto risulta forzato fa male sia a chi desidera essere ascoltato, che percepisce uno sforzo dato da un senso di costrizione vissuto dall'altra persona e non una sentita e reale disponibilità a farlo, sia nella persona che dovrebbe ascoltare, che si sente vincolata a farlo contro la sua volontà. In questi casi, nel rispetto delle due parti e dei bisogni reciproci, per il bene di entrambi, sarebbe meglio comunicare in modo chiaro, rimandando possibilmente ad un momento migliore, in un contesto più favorevole, l'incontro tra i due mondi, affinché ci sia una reale disponibilità al dialogo, affinché questo possa risultare realmente efficace e costruttivo.

L'ascolto empatico, ovvero quello che avviene in sospensione di giudizio e accettazione incondizionata dell'altro, insieme alla congruenza interiore rientrano tra le abilità che un Counselor deve sviluppare, insieme al proprio "saper essere", per lavorare alla relazione con l'altro.

Allo stesso tempo l'ascolto empatico è una facoltà che ognuno di noi dovrebbe conoscere e allenare, per creare una comunicazione autentica e sana con l'altro, così da costruire relazioni sempre più armoniche.

Francesca Di Sarno
Via Clauzetto 58, 00188 Roma
Cell: +39.340.58.88.027
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