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"Le aspettative: una sottile schiavitù"

"Le aspettative: una sottile schiavitù"

Francesca Di Sarno

Le aspettative creano una sottile schiavitù da parte di chi le nutre sia nei confronti di se stesso, sia verso gli altri.

Questo è dovuto al fatto che spingono un individuo a fare continui atti dimostrativi a se stesso o agli altri per riuscire ad individuarsi e sentirsi visto, accettato e riconosciuto nel suo essere, nel suo operato e nel suo lavoro. Tutto ciò è mosso da un profondo senso di inadeguatezza inconscio. Quando si hanno delle aspettative nei confronti di se stessi è come se la persona avesse dentro di sé l'immagine del genitore che si rapporta con quella del proprio "Bambino Interiore", ovvero la parte di noi che ci manifesta nei modi più disparati il suo bisogno di attenzione.

Si attiva così lo schema inconscio infantile: “Mamma, Papà, cerco di esaudire le vostre aspettative, per sentirmi amato e accettato da voi." Così, si può osservare come da adulto  l’ “Io Bambino” della persona sia rimasto fissato al bisogno di rispondere alle aspettative genitoriali per garantirsi il nutrimento affettivo. Questo proprio perché il bambino dipende dalla figura genitoriale per la propria sussistenza fisica ed emotiva, in quanto essere bisognoso, fragile, vulnerabile e indifeso.

In questo caso, il genitore trasmette a livello sottile al figlio un “amore condizionato” legato al fornire amore in cambio del soddisfacimento delle proprie aspettative, frutto di frustrazioni inconsce proiettate sul bambino, che, come una spugna assorbe ingenuamente l’inconsapevolezza dei propri genitori. Il bambino così facendo recepisce questo messaggio dai propri genitori: “se fai questo, se ti comporti così, corrispondendo alle mie aspettative, sei bravo e meriti il mio amore”. Si deduce che nel momento in cui il bambino nei confronti dei genitori ed in seguito l'adulto nei confronti degli altri non risponde alle aspettative altrui sente minacciata la propria esistenza, per via della negata possibilità di essere amato.

Se la persona non prende consapevolezza di questa convinzione limitante, da adulta farà di tutto per essere perfetta, per esaudire quello che un tempo erano i sogni che i genitori avevano riposto su di lei. Questo meccanismo induce l'essere umano ad annullare la parte più vera e profonda di sé, traslando questo schema inconscio disfunzionale nelle relazioni con gli altri, ottenendo in cambio un amore condizionato che lo spinge a perdere di vista chi è realmente, distaccandosi dai propri bisogni profondi.

Infatti, quando si attiva tra due persone questo schema legato alle aspettative, si rimette in scena una dinamica genitore-figlio che crea uno stato di dominio tra una persona che si aspetta da un’altra un dato comportamento e l’altra che sente di dover obbedire soddisfacendo tale aspettativa, in preda ad uno stato di soggezione interiore, pena la perdita dell’affetto, dell’accettazione e l'approvazione altrui.

Divenire consapevoli della sensazione di "debito inconscio" che si crea quando si cerca di rispondere a delle aspettative, reiterando schemi vincolati a condizioni limitanti, è il primo passo verso la “Libertà interiore”, chiave per arrivare a sentirsi protagonisti, registi e sceneggiatori della propria vita.

Tutto ciò ci porta a sviluppare un reale senso di Responsabilità nei confronti delle proprie scelte, dopo aver individuato chi siamo, toccando con mano la nostra Unicità e, scegliendo chi vogliamo essere, portandola nel mondo per sviluppare la Solidarietà.

 

 

Francesca Di Sarno
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